Titoli abilitanti acquisiti all'estero: Arrivano i primi depennamenti

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Titoli di specializzazione acquisiti all'estero, arrivano i primi depennamenti.

 

Era novembre 2015, io e Silvia Carolina Chimienti (M5S) avevamo denunciato questo mercato fiorente dei titoli di specializzazione conseguiti all’estero.

 

La parlamentare presentò anche un’interpellanza parlamentare.

 
Nel 2016 lo scandalo si allargò a macchia d’olio tanto che La7 mi invitò in un dibattito ma l'on Malpezzi ,ora senatrice , che aveva dichiarato in diretta che a lei non risultava che ci fossero insegnanti che avevano conseguito l’abilitazione all’estero, fu smentita sempre in diretta perché nelle pagine del sito del MIUR risultavano diverse persone con nome, cognome e materia di insegnamento con relativa specializzazione acquisita in Romania, Bulgaria, Spagna. 


Il titolo veniva riconosciuto in Italia grazie alla direttiva europea 55/2013 ma grazie alle nostre denunce e all’interessamento dell’Ispettore ministeriale dott. Max Bruschi fu emanato il decreto legislativo n. 15 del 28 gennaio 2016 che imponeva una verifica e nel caso fossero state individuate differenze tra gli esami sostenuti all'estero e quelli italiani, gli insegnati avrebbero dovuto sostenere delle prove compensative.
Finalmente a distanza di oltre due anni arrivano i primi 10 depennanenti dalla graduatoria del sostegno presso USR Sicilia grazie alla sentenza del TAR del Lazio Sez. III Bis, n.06303/2018, relativa alle abilitazioni e alle specializzazioni conseguente all'Estero. Le docenti sono state depennate perché nelle dichiarazioni prodotte mancava il previsto riconoscimento di equipollenza da parte della competente Direzione Generale del M.I.U.R.


Una grande vittoria della legalità. Mi auguro che questa legislatura recepisca il grande lavoro svolto e continui su questa strada, sui controlli non solo nelle graduatorie Ata (falsi diplomi presso scuole paritarie in Campania) ma anche nelle graduatoria degli abilitati alla ricerca di false certificazioni valide per l’insegnamento e falsi titoli di studio comprati o conseguiti all’estero senza la necessaria documentazione.