Venti anni di scuola cattolica in cifre (1997-2018)

In occasione del suo Ventesimo Rapporto e del ventesimo anniversario della sua costituzione, il Centro Studi per la Scuola Cattolica ha realizzato una sintesi storica dei dati raccolti nel corso di questi anni sul mondo della scuola cattolica italiana. Le rilevazioni del CSSC sono una miniera di informazioni preziose che sembra giusto mettere nuovamente a disposizione in maniera sintetica; una documentazione che può tornare utile a chiunque intenda approfondire la realtà della scuola cattolica italiana e dello stesso sistema nazionale di istruzione. Oltre al consueto aggiornamento sulla situazione relativa all’anno scolastico appena terminato, il 2017-18, sono proposte tabelle riepilogative delle informazioni raccolte fin dall’inizio delle attività del CSSC. In queste tabelle di carattere storico alcuni dati, ove possibile, sono stati oggetto di specifica rielaborazione quando talvolta risultavano mancanti o incompleti nella pubblicazione originaria. Nella presentazione dei dati relativi all’a.s. 2017-18 e nelle tabelle riepilogative di carattere storico si è cercato di mantenere sempre un approccio sinottico, disponendo in una stessa tabella – ove possibile – i dati dei diversi ordini e gradi di scuola. per rendere Se ciò può rendere le tabelle un po’ più complesse da leggere, consente però di accostarsi alla scuola cattolica come vero e proprio sistema, da studiare nelle sue reciproche interazioni, e non solo come un insieme di scuole da osservare separatamente. Il periodo proposto per questa rassegna è più di un ventennio, dato che il primo anno scolastico interessato dalle rilevazioni è stato il 1997-98, ma in alcuni anni la raccolta di dati non è stata condotta o, in qualche caso, è stata svolta in maniera incompleta. Mancano in particolare i dati relativi agli anni scolastici 1998-99 e 2008-09: nel primo caso perché agli inizi non si pensava di condurre ogni anno la rilevazione; nel secondo caso perché stavano maturando all’epoca le condizioni per una convenzione tra la Cei e il Miur, che avrebbe consentito di ricevere direttamente da fonte ufficiale gran parte delle informazioni desiderate. Nella storia di queste pubblicazioni si devono quindi distinguere due fasi: la prima, dall’a.s. 1997-98 al 2007-08, in cui i dati sono stati raccolti mediante questionari inviati dal CSSC alle singole scuole; la seconda, dall’a.s. 2009-10 ad oggi, in cui il rapporto è basato sui dati forniti dal Ministero grazie alla convenzione stipulata nel 2009 e periodicamente rinnovata. Nella prima fase non si è riusciti mai a raggiungere l’intero universo delle scuole cattoliche, anche se ci si avvicinava molto nelle scuole primarie e nei due gradi delle secondarie, mentre si rimaneva solo tra la metà e i due terzi del totale nelle scuole dell’infanzia. Per questo motivo, alcune tabelle di riepilogo storico si limitano agli ultimi nove anni, in cui i valori assoluti sono comparabili in quanto completi e di fonte ufficiale, mentre altre tabelle comprendono anche la prima fase di rilevazione, ma con i soli dati percentuali che, con qualche piccola eccezione per la scuola dell’infanzia, si mostrano sostanzialmente coerenti con le tendenze emergenti dalle più precise rilevazioni di fonte ministeriale, a testimonianza della buona rappresentatività anche delle iniziali indagini autonome del CSSC. In tutte le rilevazioni condotte sulla base dei dati del Ministero sono escluse le province autonome di Trento e Bolzano e la regione autonoma Valle d’Aosta in quanto i rispettivi dati sono raccolti con tempi e modalità diverse e pertanto esclusi anche dalle pubblicazioni ufficiali del Miur. I dati qui pubblicati, perciò, pur nella loro correttezza e completezza, si devono sempre intendere come lievemente approssimati per difetto nei valori assoluti rispetto alla realtà della scuola cattolica presente su tutto il territorio nazionale. I dati relativi all’a.s. 2017-18 sono inoltre da considerare ancora provvisori in quanto, per consentire la pubblicazione tempestiva di questo Rapporto, il Miur li comunica al CSSC prima che siano stati verificati e ufficializzati, ma lo scostamento dal dato reale deve ritenersi minimo e irrilevante in quanto gli elenchi delle scuole cattoliche sono comunque verificati dal CSSC.